“The place where (s)he was happy”

Ho una geografia complicata sotto molti punti di vista.

Da un lato queste colline, la terra di mezzo, il punto percepito come il più lontano dal mare perché centro di un paese che ne è quasi circondato. È la terra di mio padre ma, in fondo, non proprio. Qui mia nonna era arrivata appena ventenne, dopo aver sposato un giovane militare, sconosciuto. E straniero prima che bello. E l’unico ad appartenere veramente alla terra che lo ha visto invecchiare.

Dall’altro uno scoglio separato dalla terraferma ma non abbastanza da perdere di vista la sagoma del Vesuvio. Isola colorata, capace di contenere mare, cielo e orizzonte in un unico abbraccio. È la terra di mia madre ma, in fondo, non proprio. Mia nonna era figlia di un altro esilio, di un marinaio orfano della propria isola, a nord, e che su quello scoglio aveva trovato l’amore.

Entrambi i miei genitori sono cresciuti in un mondo che non apparteneva loro fino in fondo o che, più verosimilmente, non avevano voluto riconoscere come tale.

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