Le storie che ci raccontiamo

In questi giorni sto leggendo “Ogni altra vita”, l’ultima fatica di Paolo Di Stefano, pubblicata nel gennaio 2015 e recentemente tornata oggetto di interesse dopo la vittoria del Premio Bagutta 2016 (ex aequo con “Teoria delle ombre” di Paolo Mauresing).

La forma è del tutto singolare; si tratta di una serie di piccole biografie, di persone altrimenti sconosciute e vissute – almeno per quanto ho letto finora – durante il secolo scorso. I racconti sono costruiti dall’autore/narratore (che qui coincidono) a partire dal racconto autobiografico del protagonista di ciascuno, racconti che Di Stefano ha ascoltato direttamente o letto nelle pagine di un diario.

In sintesi il libro racconta il modo in cui la Storia, con la ‘s’ maiuscola, entra nella vita delle persone comuni e come le storie personali, particolari, dimenticate, nascondano una portata universale, possano essere portatrici, non meno dei fatti della Storia, di significati che meritano di essere indagati.

Oggi una di queste biografie (quella di Antonio Sbirziola) mi ha lasciato con questa domanda: in che misura l’esperienza è condizionata dall’idea che ciascuno ha di se stesso?

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